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dal mondo Peraga
11
luglio

Come coltivare la Plumeria

Simbolo di bellezza e semplicità in Italia, la Plumeria assume nomi e significati diversi a seconda della località e, quindi, della cultura. Infatti è nota anche con il nome Pomelia e Frangipane e nell’America centrale e nelle zone caraibiche, vale a dire nei paesi nei quali è originaria, simboleggia la pace e l’amicizia.
La Plumeria è arrivata da noi in Europa verso la fine del ‘600, grazie all’importazione del frate Charles Plumier, che aveva una grande passione per la botanica. Per la precisione, egli portò in Gran Bretagna numerosi esemplari di questa pianta e fu Carlo Linneo, di nazionalità svedese e di professione medico e botanico ad attribuire alla pianta il nome del suo importatore.
Allo stesso modo è anche nota come Frangipani o Frangipane perché l’aroma che i suoi fiori sprigionano ricorda molto il profumo che il conte Maurizio Frangipani nel XVI secolo creò alla Corte di Caterina de’Medici. Infatti si tratta di una pianta particolarmente profumata e dai fiori molto belli, i cui colori variano dal bianco, al rosso, rosa ed arancione in base alla varietà. Pudica, rubra ed obtusa sono infatti solo 3 delle specie più conosciute e coltivate, le quali sono oltre 150 si differenziano per la stagionalità delle fioriture, per la resistenza alle temperature rigide ed, appunto, per la colorazione di fiori. Gli aspetti che invece hanno in comune sono le cure e le coltivazioni, che sono quelle tipiche delle piante tropicali, le quali hanno generalmente bisogno di un buon clima mite, acqua e sole.

Il Frangipane è una pianta semplice da gestire, che può essere facilmente coltivata e fatta crescere anche in vaso nel balcone di casa, purché si abbia uno spazio sufficientemente grande. Questo perché si tratta di una pianta a portamento arbustivo che raggiunge facilmente il metro di altezza e, in condizioni naturali, può superare abbondantemente anche i 5 metri! Anche il fogliame raggiunge buone dimensioni, così come in realtà i fiori, che in genere hanno almeno 5 petali e sono grandi più di 5 cm.

Come già accennato, essendo tipica delle zone tropicali, questa pianta ha bisogno di un clima mite e di una posizione soleggiata durante la bella stagione e riparata in inverno quando le temperature scendono al di sotto dei 10°, temperature che vengono mal tollerate dalla Plumeria e che la espongono a dei rischi a livello di salute, cosa che sarebbe meglio evitare. A tal proposito, ove possibile, sarebbe preferibile spostare al chiuso la Plumeria nel periodo invernale, così da consentirle di entrare nel suo riposo vegetativo senza problemi.

Ma, come si sa, la posizione e l’esposizione non sono le uniche accortezze da avere e rispettare. Particolare attenzione va infatti riposta durante la scelta del terriccio, il quale dovrà essere leggero, fertile e ben bilanciato a livello di nutrienti e con ghiaia o argilla sul fondo, così da risultare drenante al punto giusto. La Plumeria tuttavia ha bisogno di irrigazioni durante il periodo vegetativo, il quale inizia indicativamente verso metà aprile e finisce ad ottobre avanzato, ma non durante la fase di riposo. Circa la frequenza delle innaffiature, che devono cominciare dopo circa 3 settimane da quanto le talee sono state interrate, si consiglia di controllare direttamente il terreno e di evitare di aggiungervi acqua se è sempre bagnato. Questa pianta non ama i ristagni idrici e quando inizia a perdere le foglie è un chiaro segnale che le annaffiature devono essere sospese. Le foglie che cadono andrebbero rimosse, al pari di quelle macchiate e danneggiate, oltre che ai fiori appassiti e ai rami secchi.

Quel che si rende necessario in gran misura è il concime, o meglio il concime specifico proprio per questo tipo di pianta, la Plumeria o, se si preferisce, Frangipane. Si tratta cioè di un concime ad alto contenuto di fosforo, cosa che serve alla pianta per crescere e fiorire e che difficilmente si può trovare negli altri concimi di utilizzo generico. Esso andrebbe somministrato in estate ed in primavera ogni 15/20 giorni circa, diluendolo eventualmente con acqua, rispettando senza dubbio le dosi adeguate.

Il periodo primaverile è quello della fioritura, ma anche del rinvaso, il quale comporta l’utilizzo di nuovi vasi, dalle dimensioni possibilmente maggiori, e di nuovo terreno, purché abbia le stesse caratteristiche di quello di partenza con il quale la pianta della Plumeria si è sviluppata.

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