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dal mondo Peraga
06
dicembre

Come costruire un presepe napoletano

La festività natalizia, che cade esattamente il 25 dicembre, celebra la nascita di Gesù e la tradizione che più si avvicina al significato del Natale è il presepe. Infatti il presepe nasce in tempi antichissimi proprio per rappresentare il momento della nascita di Gesù ed anche il nome stesso deriva dal lemma latino “praesaepe” che significa “mangiatoia, recinto” e che sappiamo essere il luogo dove la vergine Maria ha dato alla luce suo figlio.
Il presepe è quindi il simbolo che rappresenta maggiormente la festa cristiana ed è molto sentito e radicato a Napoli, dove tutti gli anni viene fatto il presepe napoletano, vale a dire la rappresentazione partenopea della natività.
Il simbolismo legato al presepe napoletano si discosta un poco dalla tradizione in quanto è ambientato nella città di Napoli del ‘700 ed anche i personaggi sono legati alle professioni tipiche del territorio. Anch’esso ha origini molto antiche, il primo documento storico risale al 1025, ma è a partire dal ‘600 che comincia ad ampliarsi l’interesse degli artigiani locali nella realizzazione delle statuette, che sono oggi molto richiesti in tutto il mondo.
Vediamo quindi nel dettaglio quali sono i principali elementi dei 72 totali caratterizzanti il presepe napoletano e quale è il loro significato, in modo da ricrearlo perfettamente e consapevolmente a casa propria. A tal proposito va tenuto presente che la struttura di questo tipo di presepe deve essere fatta con il sughero e che è conosciuta con il nome di “scoglio”.

I personaggi del presepe napoletano
Oltre ai classici Re Magi, che si rintracciano anche nel presepe classico e rappresentano il viaggio notturno della stella cometa, nel presepe napoletano ci sono dei personaggi che sono conosciuti con il nome proprio. Essi sono:

Benino, talvolta chiamato anche Benito, che è un pastorello che dorme e sogna il presepe. È spesso posto in alto su una collina del presepe, sdraiato sulla paglia con le pecore intorno.
Ciccibacco, cioè il vinaio, che si trova di solito raffigurato in mezzo alle botti di vino con un fiasco in mano.
Stefania, una giovane donna della quale si racconta che ebbe un figlio di nome Stefano che nacque da una pietra.
– Zi’ Vicienzo e zi’ Pascale, ovvero i due compari, che sono la personificazione reciproca del Carnevale e della Morte.

Tra gli altri personaggi tipici conosciuti in base alle loro caratteristiche ed attività abbiamo invece:
– la zingara, che è colei che è in grado di predire il futuro e viene collocata nei pressi dell’osteria mentre fa una profezia sul futuro di Gesù;
– il monaco, che simboleggia il sacro ed il profano;
– la meretrice, che simboleggia l’erotismo ed è quindi una figura opposta alla purezza della Vergine, per questo viene collocata di spalle alla capanna della natività;
– il pescatore, che è simbolicamente il pescatore di anime e rappresenta la rinascita dello spirito.

I luoghi del presepe di Napoli
Anche i luoghi rappresentati nel presepe napoletano hanno un loro significato e dei chiari riferimenti al territorio.

Lo spazio maggiore è dato dal mercato in quanto accoglie tutte le arti ed i mestieri tipici di Napoli che si svolgono nell’arco dei 12 mesi. Infatti, ogni professione è legata ad un mensilità e per questo molto spesso le statuine dei venditori del presepe napoletano vengono vendute in confezioni da 12.
Gennaio: il primo mese dell’anno è correlato alla figura del macellaio, che solitamente è rappresentato mentre è in procinto di tagliare una fetta di carne accanto alla sua ricca bancarella di carni, salumi e selvaggina.
Febbraio: la figura tipica di febbraio è colui che vende ricotta e formaggi, che solitamente si trova al centro del mercato e viene rappresentato vicino alla sua bancarella colma di forme diverse di formaggio mentre è intento a parlare con un acquirente.
Marzo: il commerciante del mese di marzo vende polli e di solito viene inserito in un angolo con le sue gabbiette.
Aprile: raffigurato con le ceste colme di uova, legato al mese di aprile abbiamo il venditore di uova.
Maggio: venditrice donna di ciliegie, tipiche di stagione.
Giugno: è il mese del panettiere, il quale si vede spesso insieme a tanti sacchi di farina, intento ad infornare il pane. Il forno è un elemento molto importante in quanto, oltre ad essere il simbolo di un mestiere popolare, richiama la dottrina cristiana che vede nel pane e nel vino i fondamenti dell’eucaristia.
Luglio: la statua che corrisponde a questa mensilità è quella del venditore di pomodori.
Agosto: è questo il mese del venditore delle angurie.
Settembre: tipico dei presepi tradizionali e presente anche in quello napoletano è il contadino, che è assimilato a settembre, al mese tipico della semina.
Ottobre: è il mese del vinaio, che come il panettiere ha una notevole rilevanza.
Novembre: il commerciante di questo mese vende le castagne.
Dicembre: da non confondere con il pescatore già visto per i personaggi tipici, il venditore del mese di dicembre è il pescivendolo, cioè colui che commercia i prodotti del mare presi dal pescatore. Questa figura ha un significato allegorica in quanto il pesce è il simbolo di Gesù.

Gli altri spazi importanti sono poi il ponte, che si collega alla magia. Il ponte è infatti un elemento di passaggio, unisce due punti, due mondi diversi tra loro, quello dei vivi e quello dei morti. Allo stesso modo, anche il pozzo collega due mondi separati che in questo caso sono la superficie terrena e l’acqua sotterranea. Anche il fiume è legato all’acqua, in particolare alla sacralità del suo scorrere; infatti in tutte le mitologie l’acqua rappresenta tanto la morte quanto la nascita divina.
Infine, annotiamo anche l’osteria che si ricollega ai rischi del viaggiare, nonché al rifiuto degli osti e degli albergatori di ospitare Giuseppe e Maria.

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